Quando le visite provenienti dai motori di ricerca diminuiscono, la tentazione è sempre quella di intervenire subito. Il primo pensiero è rimettersi a riscrivere i testi, cambiare le parole chiave o pubblicare più articoli. Eppure, se il traffico organico è in calo, non vuol dire automaticamente che la strategia SEO sia sbagliata. Potrebbe dipendere dalla stagionalità, da un problema tecnico o persino da una modifica al sistema di monitoraggio del traffico. Quindi, prima di investire in nuove attività, fermati un attimo! Bisogna capire dove nasce la perdita e quali conseguenze produce. Un conto è perdere visite su un vecchio articolo informativo, un altro è vedere diminuire gli accessi alle pagine che generano richieste di preventivo.
Il calo del traffico organico è reale? Parti dalla misurazione
Il primo controllo consiste nel confrontare Google Analytics e Google Search Console. Il primo misura le sessioni e le azioni sul sito e il secondo mostra clic, impressioni e altri dati relativi alla presenza nei risultati di Google. I numeri non devono coincidere: clic e sessioni sono metriche diverse. Tuttavia, una brusca diminuzione in Analytics accompagnata da clic sostanzialmente stabili in Search Console suggerisce di fare ulteriori verifiche, prima di preoccuparti troppo per la strategia di posizionamento SEO, così da capire bene perché il traffico organico è in calo.
Magari hai modificato il banner dei cookie? Installato un nuovo tema? Cambiato la configurazione di Google Tag Manager? Controlla che il tag Analytics funzioni sulle pagine principali e che le impostazioni del consenso siano corrette. Inoltre, per confrontare dati omogenei, in Analytics isola il traffico con sorgente Google e mezzo organic. Il canale Organic Search, infatti, comprende anche altri motori di ricerca. Con questi passaggi potrai farti un'idea più chiara di ciò che sta realmente accadendo.
Se il traffico organico è in calo davvero, quali pagine e ricerche stanno perdendo clic?
Il totale delle visite può nascondere alcune problematiche specifiche. In Search Console potresti analizzare separatamente pagine, query, dispositivi e Paesi. Poi potresti individuare le pagine che hanno perso il maggior numero di clic. Mentre lo fai, tieni conto di un fatto: una diminuzione del 50% su dieci visite pesa meno di un calo del 15% su migliaia di accessi. Per capire meglio quali sono i motivi del traffico organico in calo, distingui anche le ricerche che contengono il nome dell’azienda da quelle relative ai servizi. Se diminuiscono soprattutto le prime, potrebbe essere cambiata la domanda legata al marchio e non il posizionamento del sito web. Analizza anche questi indicatori:
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Impressioni in diminuzione: verifica domanda di ricerca, visibilità e indicizzazione.
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Impressioni stabili e clic in calo: approfondisci CTR, posizioni e aspetto dei risultati.
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Posizioni peggiorate su query importanti: valuta contenuti concorrenti e pertinenza delle pagine.
Ovviamente, con questa analisi approfondita potrai trovare indizi e non diagnosi automatiche.
Stagionalità o problema tecnico? Controlla date e modifiche
Un confronto con il mese precedente non sempre basta per capire come mai il traffico organico è in calo. Pertanto, quando le pagine calate riguardano attività stagionali, considera lo stesso periodo dell’anno precedente e consulta Google Trends per individuare le ricerche principali, impostando il mercato geografico pertinente. Ricorda però che Trends mostra un interesse relativo, non volumi assoluti. Serve a riconoscere tendenze, non a quantificare le visite perse. Quindi usalo semplicemente come una bussola per aiutarti a capire meglio.
Fai anche una cronologia delle modifiche al sito. Se il calo è iniziato dopo una migrazione, un aggiornamento o una riorganizzazione delle categorie, bisogna fare dei controlli mirati. Verifica soprattutto:
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pagine importanti eliminate o non più raggiungibili;
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reindirizzamenti mancanti dopo il cambio degli URL;
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direttive noindex inserite accidentalmente;
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blocchi alla scansione nel file robots.txt;
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errori del server e collegamenti interni interrotti.
Usa il controllo URL di Search Console sulle pagine che hanno perso più traffico, verificando anche quale versione Google considera canonica. Controlla inoltre le sezioni dedicate ad azioni manuali e problemi di sicurezza.
Quando ha senso rivedere la strategia SEO?
Solo dopo aver escluso problemi di misurazione, domanda e funzionamento tecnico diventa sensato rivalutare i contenuti per rimediare al calo del traffico organico. Quindi apri le pagine interessate e chiediti:
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Rispondono ancora al bisogno dell’utente?
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Contengono informazioni aggiornate?
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Offrono esempi, criteri di scelta e risposte che aiutano davvero il potenziale cliente?
Controlla anche i risultati di ricerca: potrebbero essere cambiati i concorrenti, i formati presenti o il tipo di contenuto privilegiato. Ricorda altresì che Google sconsiglia modifiche radicali a pagine che continuano a funzionare bene, soprattutto se il traffico organico in calo è dovuto solo a piccole oscillazioni di posizione nelle pagine dei risultati delle ricerche.
Traffico organico in calo: adesso sai come agire?
Certamente i controlli da fare non sono pochi, motivo per cui a volte un’analisi professionale è la scelta migliore in caso di traffico organico in calo. È questa diagnosi che permette di scegliere se correggere un dettaglio tecnico, aggiornare alcuni contenuti o ripensare davvero la strategia. Richiedi subito una SEO audit e una consulenza personalizzata cliccando QUI.